Hospitality FOCUS SANIFICAZIONI

AMENITIES FOR KIDS
Beba Lena & Friends è la nuova linea cosmetica e per l’igiene
dedicata da Albogroup ai piccoli ospiti i degli hotel. Alla naturalità e
all’ecosostenibilità dei prodotti si accompagna una grafica colorata e
divertente. I prodotti sono fabbricati con ingredienti di origine naturale
selezionati e con una formula adatta per i capelli e le pelli più delicate.
La linea cortesia ‘for Kids’ include: shampoo e bagnoschiuma con estratti
di camomilla e avena; sapone dermatologicamente testato e, per offrire
sicurezza, anche un gel igienizzante mani a base idroalcolica e uno
spray detergente. Particolarmente accattivante la profumazione ‘Latte E
Vaniglia’, dolce e delicata, con fior di latte, zucchero a velo, noce di cocco, eliotropico, pesca, bacche di
vaniglia e fava tonka.

TURISMO D’ITALIA

Basta lamenti, è ora della sfida

Senza più clienti ha inventato la cosmetica igienizzante

di Carlo Valentini

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Danilo Bonassoli

«Mi sono trovato di fronte all’alternativa se chiudere o cercare di salvare l’azienda lavorando di fantasia, lanciando nuovi prodotti per altri segmenti di mercato, scommettendo sull’innovazione. Ho scelto la seconda strada e sono riuscito a superare questa crisi disastrosa. Producevo beni (saponi e prodotti cosmetici) per l’industria alberghiera, colpita in pieno dalla pandemia, molti hotel sono stati costretti a chiudere, altri registrano una riduzione della clientela del 90%. Ovvio che mi sia trovato steso. Che fare? Ho pensato a cosa gradisse la gente costretta a rimanere a casa e riconvertito i prodotti, investendo in nuovi macchinari e nel completo riposizionamento del catalogo. Se avessi aspettato l’uscita dalla crisi del settore alberghiero, l’azienda sarebbe morta. Invece con questa nuova linea è rimasta a galla».

Danilo Bonassoli, 65 anni, è tra coloro che, a un passo dal burrone, è riuscito a sconfiggere la crisi ed è pronto a cogliere la ripresa.

È l’emblema di quei piccoli imprenditori su cui il nostro Paese dovrà contare per recuperare il terreno perduto. Fondò nel 1977, Cosmhotel, sede a Villa d’Almè (Bergamo), per produrre ciò che gli alberghi offrono ai clienti nei bagni delle loro camere. Fu un successo, anche grazie all’export, dall’Europa agli Stati Uniti, perfino in Cina. Il segreto, secondo lui, è stata la personalizzazione delle confezioni (mentre prima gli hotel proponevano prodotti anonimi per lo più prodotti da Palmolive, uguali per tutti) oltre alla qualità delle materie prime utilizzate e al gusto italiano del design. «La globalizzazione- dice- ha un vantaggio nel mondo dell’hotellerie. Una volta che diventi fornitore di una catena alberghiera, lo sei per tutti gli hotel che ha nel mondo».

Oggi l’azienda si chiama Albogroup, prima della crisi, nel 2019, aveva prodotto 150 milioni di saponette. Fattura 7 milioni di euro. Dice: «Ai nostri dipendenti abbiamo detto di restare al sicuro a casa per qualche tempo, abbiamo anticipato la cassa e garantito che sarebbero tornati tutti al lavoro, perché sono la nostra risorsa più preziosa. Adesso stiamo pensando di assumere. Non è questione di soldi, ma di vincere la sfida».

Domanda. In che modo ha diversificato?

Risposta. Anziché piangermi addosso ho investito un milione in nuove macchine e ho messo sul mercato prodotti che profumassero il bucato, fragranze per l’ambiente e i cosmetici solidi tutti naturali ritenendo che la gente in casa ricercasse gratificazioni e volesse consumare green ma anche attraverso le fragranze risvegliare ricordi ed emozioni. Un piccolo aiuto a sopportare il lockdown. Poi ho puntato sull’on line in modo da fare arrivare i prodotti a domicilio. In pratica ho creato una nuova divisione dell’azienda, mentre l’altra era ferma. Questa linea di prodotti, rivolta a un target di mercato per me inedito, è interamente green, senza plastica e con un uso minimo di acqua, infatti proponiamo prodotti solidi, anche lo shampoo, i decoloranti, i balsami, il docciaschiuma. Il consumatore li usa mettendoli a contatto con poche gocce d’acqua. Sono solidi come un sapone, in questo modo si evitano sprechi e si difende il pianeta (non c’è trasporto d’acqua). Ho sviluppato un procedimento che toglie l’acqua e dà la pura essenza in versione tridimensionale. Neppure una goccia viene così sprecata, nessuna plastica è messa in circolo, nessun peso inutile viene trasportato, riducendo drasticamente le emissioni. Inoltre in molti casi sono anche igienizzanti».

  1. Come il governo dovrebbe aiutare le imprese a uscire dall’emergenza?
  2. Prioritario sarebbe incentivare le aziende a investire nella formazione delle persone. Per competere sul mercato, in tutti i settori, occorre una forte spinta all’innovazione e quindi è necessario che vi siano le competenze in grado di sostenere queste trasformazioni. Vanno bene la tecnologia e i robot, ma senza la professionalità in grado di promuovere il cambiamento si farà poca strada.
  3. Cosa significa per lei innovare?
  4. Non rimanere fermo in attesa degli eventi ma intercettare desideri e bisogni. Poco prima della crisi avevo investito 5 milioni di euro in una nuova sede perché il gruppo cresceva a due cifre. Poi è arrivato il terremoto. Come molti altri mi sono messo a produrre gel igienizzante per le mani ma con quello non sopravvivevo. Ho fatto una ricerca che capire i bisogni della gente chiusa in casa e puntato sui prodotti che le ho detto, per lo più solidi, che sono per metà cosmetici e per metà igienizzanti.

Adesso mi attendo per il 2022 il raddoppio del fatturato, rafforzando il catalogo per i consumatori (sto studiando creme-trucco per signore in formato solido) e riavviando l’hotellerie perché gli alberghi incominceranno a riaprire e lo faranno rispettosi dell’ambiente poichè, come ha sottolineato Mario Draghi, sta a tutti fare ripartire il turismo in Italia col piede giusto. Inoltre noi servivamo anche le navi da crociera, anch’esse stanno riprendendo a navigare. In fondo l’esperienza Covid ci è servita da lezione e ci ha insegnato a diversificare.

  1. La transizione ecologica è quindi fondamentale.
  2. L’azienda si trova in un’area simbolo della battaglia al Covid. È quasi naturale che vogliamo rialzarci in modo diverso da prima, con una mentalità che guarda all’ambiente e alla salute. Il Recovery Plan sarà efficace se servirà a concretizzare questo cambio di mentalità che deve incominciare proprio dagli imprenditori, non solo quelli legati al turismo. Tutto il mondo si avvia a pretendere certificazioni ambientali per ogni processo produttivo. Chi rimane indietro non riuscirà più a recuperare. Noi imprenditori dobbiamo ritrovare lo spirito d’un tempo e sfidare il nuovo che avanza, aspettare gli aiuti dallo Stato non è cosa da bergamaschi: bisogna darsi da fare, cercare nuove vie, tenere duro in tutti i campi. Ho amici ristoratori che si piangono addosso, mentre altri si ingegnano. È questo che fa la differenza.
  3. La sua azienda fa parte di quel sistema di piccole e medie imprese che è l’ossatura della nostra economia. Quali sono i rischi per le piccole e medie imprese?
  4. Un freno deriva dall’asfissiante burocrazia e dai tanti lacci e lacciuoli che si incontrano nell’attività quotidiana. Però vedo anche un po’ troppo brontolio. Nei tre mesi di chiusura dell’azienda io ho riorganizzato e poi ho investito tutta la liquidità, senza chiedere nulla a nessuno. C’è chi sta invece sotto l’albero ad aspettare che la pera cada e se non cade se la prende con questo e quello. Spero che il nostro Paese riesca a fare un salto di qualità anche rispetto al ruolo degli imprenditori e al loro porsi nei confronti della società.

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Dai saponi per alberghi ai disinfettanti: Albogroup riconverte la produzione e assume

L’azienda di Lallio conta di chiudere il 2021 raddoppiando i dipendenti da 15 a 30 e il fatturato da 7 a 14 milioni di euro
di DANIELE DE SALVO

Lallio (Bergamo), 2 aprile – Con gli hotel chiusi e le navi da crociera ferme in porto hanno rischiato di chiudere e fermarsi per sempre anche loro, che confezionavano solo saponi per alberghi e bastimenti turistici. Il 65enne Danilo Bonassoli, patron della Albogroup, fondata nel 1977 a Villa d’Almè come Cosmhotel, completamente rinnovata nel 2018 con un nuovo stabilimento nel 2018 a Lallio, sempre in provincia di Bergamo, sua moglie Antonella Allegrini e le figlie Valentina e Chiara però non sono solo risalpati negli affari, ma viaggiano per il mondo con i loro nuovi prodotti più veloci che mai. Contano di chiudere il 2021 raddoppiando i dipendenti da 15 a 30 e il fatturato da 7 a 14 milioni di euro. Ci stanno riuscendo da soli, senza aver chiesto prestiti a nessuno.

“Quando è scoppiata la pandemia in tre giorni si è bloccato tutto – racconta il capofamiglia -. Nel giro di tre mesi ci siamo riconvertiti nella produzione disinfettanti e abbiamo inventato altri prodotti per la cura della casa, profumare gli ambienti, igienizzare il bucato, curare le mani e il corpo. Abbiamo reagito subito perché, a differenza di molti colleghi, noi avevamo accantonato le risorse necessarie”. Danilo ci ha messo le sue doti imprenditoriali, la moglie Antonella la creatività e il gusto per inventare nuove fragranze e confezioni, Valentina e Chiara la loro capacità di orientarsi in rete. Tutto senza lasciare indietro nessuno: “Ai nostri dipendenti abbiamo detto di restare al sicuro a casa, abbiamo anticipato la cassa e garantito che sarebbero tornati tutti al lavoro, perché sono la nostra risorsa più preziosa”. Così è stato. Anzi, sta andando anche meglio: “Dobbiamo assumere ancora e contiamo di raddoppiare il fatturato – spiega Danilo Bonassoli -. Non è questione di soldi, ma di vincere la sfida”.

Riconvertono la produzione e tornano ad assumere.

La storia della Albogroup che si è reinventata producendo disinfettanti e ora raddoppia i dipendenti.

Da Il Giorno, venerdì 2 aprile 2021
di Daniele de Salvo.

Lallio (Bergamo), 2 aprile – Con gli hotel chiusi e le navi da crociera ferme in porto hanno rischiato di chiudere e fermarsi per sempre anche loro, che confezionavano solo saponi per alberghi e bastimenti turistici. Il 65enne Danilo Bonassoli, patron della Albogroup, fondata nel 1977 a Villa d’Almè come Cosmhotel, completamente rinnovata nel 2018 con un nuovo stabilimento nel 2018 a Lallio, sempre in provincia di Bergamo, sua moglie Antonella Allegrini e le figlie Valentina e Chiara però non sono solo risalpati negli affari, ma viaggiano per il mondo con i loro nuovi prodotti più veloci che mai. Contano di chiudere il 2021 raddoppiando i dipendenti da 15 a 30 e il fatturato da 7 a 14 milioni di euro. Ci stanno riuscendo da soli, senza aver chiesto prestiti a nessuno.

“Quando è scoppiata la pandemia in tre giorni si è bloccato tutto – racconta il capofamiglia -. Nel giro di tre mesi ci siamo riconvertiti nella produzione disinfettanti e abbiamo inventato altri prodotti per la cura della casa, profumare gli ambienti, igienizzare il bucato, curare le mani e il corpo. Abbiamo reagito subito perché, a differenza di molti colleghi, noi avevamo accantonato le risorse necessarie”. Danilo ci ha messo le sue doti imprenditoriali, la moglie Antonella la creatività e il gusto per inventare nuove fragranze e confezioni, Valentina e Chiara la loro capacità di orientarsi in rete. Tutto senza lasciare indietro nessuno: “Ai nostri dipendenti abbiamo detto di restare al sicuro a casa, abbiamo anticipato la cassa e garantito che sarebbero tornati tutti al lavoro, perché sono la nostra risorsa più preziosa”. Così è stato. Anzi, sta andando anche meglio: “Dobbiamo assumere ancora e contiamo di raddoppiare il fatturato – spiega Danilo Bonassoli -. Non è questione di soldi, ma di vincere la sfida”.

 

 

 

Ludica, imperfetta, rassicurante: l’estetica dei cosmetici destinati alla generazione z è tutt’altro che causale

18 MARZO 2021

da www.beautindependent.com

Normale è un concetto superatoLa perfezione non è (più) di questo mondo.
Non cercate un nesso tra le due affermazioni. Limitatevi a prendere nota: che ci crediate o no, questi due concetti, all’apparenza estremamente semplici, riassumono i più rilevanti cambiamenti nell’ambito tutt’altro che circoscritto dell’industria cosmetica.

Priva di coloranti e dotata di packaging eco-sostenibile, la dermo-saponetta di Albogroup ha formula vegan-friedly e formula di derivazione vegetale. A contatto con la pelle inumidita, crea una schiuma cremosa e leggera adatta alla detersione di viso e corpo. Parte della collezione Soap in Love, si caratterizza per l’inedita profumazione Fico & Rucola. http://www.albolab.it

Cosmetici, Albogroup si reinventa con le fragranze e lo shampoo sostenibile

L’azienda di Bergamo, ex-Cosmhotel, da 40 attiva nella produzione di saponette e cosmetici per gli hotel, ha dovuto ridurre momentaneamente la sua attività a causa della crisi di turismo e alberghi dovuta alla pandemia

di Marika Gervasio

«A gennaio e febbraio 2020 stavamo crescendo del 20% rispetto all’anno prima. All’improvviso, il 24 di febbraio, si registra il primo caso di Covid-19 in Italia: nell’arco di dieci giorni si sono bloccati tutti gli ordini e, dall’oggi al domani, ci siamo trovati fermi». Chi parla è Danilo Bonassoli, imprenditore bergamasco che, in piena pandemia e penalizzato dalla conseguente crisi del turismo e del mercato dell’ospitalità, ha saputo reinventarsi assieme alla moglie Antonella e alle figlie Chiara e Valentina, trasformando l’azienda storica di famiglia Cosmhotel – da 40 anni attiva nella produzione di saponette e cosmetici per hotel – nella Albogroup entrando in nuovi settori produttivi.

«Siamo partiti nel 1977 con la nostra linea di saponi per hotel in un momento in cui in quel segmento esisteva solo la Palmolive. Noi, con la pazzia dei vent’anni, ci siamo lanciati in un progetto che aveva come obiettivo la personalizzazione dei prodotti per gli alberghi. In quarant’anni siamo arrivati al top lavorando per marchi di alto livello di tutto il mondo. Nel 2019 abbiamo prodotto 140 milioni di saponette. E anche il 2020 era cominciato molto bene finché non è arrivato l’inaspettato. Nei primi giorni di marzo abbiamo iniziato a chiederci cosa potevamo fare visto che il nostro unico settore di attività era proprio legato all’hotellerie che era completamente ferma. E noi avevamo da poco investito 5 milioni di euro per la nuova sede a Lallio».

Così, davanti alla prospettiva di chiudere per sempre, la famiglia Bonassoli decide di reagire e di rimettersi in gioco. «Abbiamo anche iniziato a produrre gel igienizzante per le mani, ma questo non ci bastava – racconta l’imprenditore -. Mia moglie Antonella ha suggerito di creare prodotti che profumassero il bucato, per dare una coccola in più alla gente chiusa in casa ed è nata la linea Le Allegre Lavandaie».

E questo è stato il primo passo a cui è seguito quello dello shampoo solido sostenibile, un progetto al quale Bonassoli stava già lavorando e su quello hanno puntato. «Abbiamo comprato un milione di euro di nuovi macchinari per realizzarlo – continua -. Poi sono arrivate le fragranze per ambiente e la linea dedicata ai bambini».

L’anno scorso, quindi, nasce Albogroup che unisce Cosmhotel e Albopack (sviluppo e produzione). «Non abbiamo chiesto niente a nessuno – precisa Bonassoli – perché fortunatamente avevamo una certa liquidità: abbiamo cominciato a investire con un piano di 6-7 milioni dal 2020 a 2021 e abbiamo cominciato a vendere i nostri nuovi prodotti online. Abbiamo chiuso l’anno scorso con un fatturato di 4 milioni di euro rispetto ai 7 milioni del 2019, con 16 dipendenti, ma quest’anno prevediamo di tornare ai livelli di due anni fa anche perché gli hotel piano piano riapriranno. Il 2022 sarà l’anno del raddoppio: di ricavi e di personale anche perché produrremo nuove linee nei settore casa e pulizia».

 

https://www.ilsole24ore.com/art/cosmetici-albogroup-si-reinventa-le-fragranze-e-shampoo-sostenibile-ADgH0fOB

Cosmetici, Albogroup reinventa il business con le fragranze

Di Marika Gervasio

«A gennaio e febbraio 2020 stavamo crescendo del 20% rispetto all’anno prima. All’improvviso, il 24 di febbraio, si registra il primo cavo di Covid-19 in ltalia: nell’arco di dieci giorni si sono bloccati tutti gli ordini e dall’oggi al domani ci siamo trovati fermi».

Chi parla è Danilo Bonassoli, imprenditore bergamasco che, in piena pandemia  e penalizzato dalla conseguente crisi del turismo e del mercato dell’ospitalità, ha saputo reinventarsi assieme alla moglie Antonella e alle figlie Chiara e Valentina, trasformando l’azienda storica di famiglia Cosmhotel – da 40 anni attiva nella produzione di saponette e cosmetici per hotel – nella Albogroup entrando in nuovi settori produttivi.

«Siamo partiti nel 1977 la nostra linea di saponi per hotel in un momento in cui in quel segmento esisteva solo la Palmolive. Noi, con la pazzia dei vent’anni, ci siamo lanciati in un progetto che aveva come obiettivo la personalizzazione dei prodotti per gli alberghi. In  quarant’anni siamo arrivati al top lavorando per marchi di alto livello di tutto il mondo. Nel 2019 abbiamo prodotto 140 milioni di saponette. E anche il 2020 era cominciato molto bene finché non è arrivato l’inaspettato. Nei primi giorni di marzo abbiamo iniziato a chiederci cosa potevamo fare visto che il nostro unico settore di attività era proprio legato all’hotellerie che era completamente ferma. E noi avevamo da poco investito 5 milioni di euro per la nuova sede a Lallio».

Così, davanti alla prospettiva di chiudere per sempre, la famiglia Bonassoli decide di reagire e di rimettersi in gioco.

«Abbiamo anche iniziato a produrre gel igienizzante e per le mani, ma questo non ci bastava -racconta l’imprenditore -. Mia moglie Antonella ha suggerito di creme prodotti che profumassero il bucato, per dare una coccola in più alla gente chiusa in casa ed è nata la linea Le Allegre Lavandaie».

E questo è stato il primo passo a cui è seguito quello dello shampoo solido sostenibile, un progetto al quale Bonassoli stava già lavorando e su quello hanno puntato.

«Abbiamo comprato un milione di euro di nuovi macchinari per realizzarlo – continua -. Poi sono arrivate le fragranze per ambiente e la linea dedicata ai bambini».

L’anno scorso, quindi, nasce Albogroup che unisce Cosmhotel e Albopack (sviluppo e produzione).

«Non abbiamo chiesto niente a nessuno – precisa Bonassoli – perché fortunatamente avevamo una certa liquidità: abbiamo cominciato a investire con un piano di 6-7 milioni dal 2020 a 2021 e abbiamo cominciato a vendere i nostri nuovi prodotti online su http://www.albolab.it. Abbiamo chiuso l’anno scorso con un fatturato di 4 milioni di euro rispetto ai 7 milioni del 2019, con 16 dipendenti, ma quest’anno prevediamo di tornare ai livelli di due anni fa anche perché gli hotel piano piano riapriranno. Il 2022 sarà l’anno del raddoppio: di ricavi e di personale anche perché produrremo nuove linee nei settore casa e pulizia».

Martedì 9 Marzo 2021

Il Sole 24 Ore

 

Leggeri e scalati, i migliori tagli corti per chi ha il viso tondo

La top 5 degli haircut perfetti per verticalizzare il volto secondo l’esperto + i prodotti per sublimarli.

Di Vanessa Perilli 04/03/2021

Un taglio capelli svolge un ruolo fondamentale nel valorizzare, o meno, le diverse, infinite, tipologie di viso. Un bravo hairstylist sarà in grado di creare il taglio adatto per portare armonia a ogni volto tenendo presente i suoi lineamenti e le sue particolarità. “Chi desidera portare i capelli corti e ha un viso tondo dovrebbe avere un taglio che giochi con scalatura e texture per sfinarlo”, spiega Marco Casagrande, Top Stylist di Toni&Guy Torino Guala ed Educator della Toni&Guy Academy. “Consiglio di evitare, quindi, le forme troppo costruite in quanto tendono ad appesantire, optando invece per tagli leggeri e scalati. Un taglio di capelli corto adatto sui visi tondi è il caschetto, ideale per tutti i tipi di capelli e che non richiede troppe attenzioni. Si può optare per un caschetto o un lob pari o scalato. L’importante è, sempre e comunque, adattarlo al viso. Tra i vari tagli corti che possiamo optare ci sono anche i tanto amati pixie cut o gliundercut. Sono tagli che non nascono per i visi tondi, ma possono essere personalizzati ad hoc, attraverso l’aiuto di scalature, ciocche frontali che incornicino il viso, e lasciando molto volume nella parte laterale; la combinazione giusta per verticalizzare il viso”, conclude Casagrande.

Qui la nostra wishlist dei 5 migliori tagli corti per viso tondo avvistati alle sfilate Spring Summer 2021 + 5 prodotti di haircare per sublimarli e celebrarli.

Lo shampoo solido perfetto (anche) per tagli corti

Courtesy Photo

Ecosostenibile, plastic free in forma solida contiene ingredienti naturali biologici: Solid.O Shampoo & Balsamo Solido, AlboLab (100 g 11,90 euro su albolab.it).